MODA ETICA: SI FA PRESTO A DIRE GREEN!

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Si fa presto a dire green! Sempre più numerose sono le grandi firme che fanno della sostenibilià un pilastro della loro comunicazione. Parlare di sostenibilità, di moda etica e nascondersi dietro al greenwashing è facile, agire realmente a favore dell’eco-compatibilità lo è meno. Prestare attenzione alle terminologie è il primo passo per difendersi da una comunicazione spesso fittizia. Vediamone un esempio.

MODA ETICA E COMUNICAZIONE INGANNEVOLE: NERVI A FIOR DI ECO-PELLE

immagine con un pittore che dipinge la parete di verde in rifrimento al greenwashing

Ecopelle è un termine che sicuramente ci suona familiare. Molte volte ti sarà capitato di acquistare un capo in ecopelle pensando di fare del bene all’ambiente. Effettivamente l’ecopelle, pur avendo origine animale, è un materiale la cui produzione avviene ad un basso impatto ambientale. Quello che forse non sai è che molte aziende di moda fanno uso di questo termine per indicare la finta pelle realizzata con PVC, materiale plastico inquinante e difficilmente riciclabile o Poliuretano (PU), materiale riciclabile ma cancerogeno. Si tratta, in entrambi i casi di materiali con costi nettamente inferiori a quelli della pelle ma che provocano danni all’ambiente o alla salute. 

Facciamo un po’ di chiarezza:

ECOPELLE:

Cos’è: l’ecopelle non è plastica! É una valida alternativa alla vera pelle poichè riduce l’impatto ambientale ma è un vera e propria pelle di origine animale. Da un punto di vista economico può avere un prezzo uguale o superiore alla vera pelle proprio in virtù dei rigidi standard a cui deve sottostare la moda etica. 

Impatto ambientale: è un tipo di pelle a basso impatto ambientale in quanto la sua produzione deve soddisfare determinati requisiti ambientali regolati da una apposita normativa.

FINTA PELLE/SIMILPELLE:

Cos’è: un materiale plastico e sintetico prodotto con PVC o poliuretano (PU) e quindi dannoso per l’ambiente o per la salute che ha per questo un costo inferiore alla vera pelle. Forse non sai che queste sostanze vengono talvolta spalmate anche su tessuti naturali (come il cotone) rendendoli, per questo motivo, non più riciclabili. 

Impatto ambientale: molto elevato, si tratta di sostanze plastiche e resinose. In particolare il PVC è un materiale sintetico composto da polimeri plastici ed è di difficile smaltimento. Il poliuretano è invece un materiale di derivazione plastica reso tossico dal solvente che viene utilizzato per mantenerlo liquido. 

PELLE RIGENERATA:

Cos’è: pelle rigenerata è invece costituita da scarti di vera pelle conciati con sostanze vegetali, lattice naturale (estratto da piante di caucciù), acqua, grassi naturali, agenti coloranti naturali e sali. Il suo processo di lavorazione è molto sofisticato siccome gli scarti di vera pelle che costituiscono circa il 70% del prodotto finito, devono essere selezionati, preparati e defibrati. Segue poi un processo di trattamento con agenti completamente naturali. 

Impatto ambientale: si tratta di materie prime naturali e ricrescenti il cui utilizzo non prevede l’abbattimento di animali. Una scelta totalmente sostenibile per l’ambiente e per la salute! É il caso di dire: moda e ambiente sono amici per la pelle rigenerata!